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Quello che c’è da sapere sulla meditazione

Le risposte alle tante domande che riguardano la meditazione e un esercizio da mettere in pratica subito

Spesso mi sento rivolgere delle domande ed è a queste che vorrei dare un seguito proprio in questo articolo:

– Che cos’è esattamente la meditazione?
– Qual è lo scopo del qui e ora?
– Noi occidentali siamo in grado di praticare una corretta meditazione?
– Per praticare meditazione devo praticare anche Yoga?

Una cosa che mi preme specificare fin da subito è sottolineare il fatto che la meditazione non è una pratica di ambito esclusivamente orientale, come molti erroneamente credono, e non è direttamente ed imprescindibilmente legato alla pratica dello yoga, anche se, sicuramente, esiste una forte connessione tra queste.

Che cos’è la meditazione?

A tal proposito trovo interessante citare il manuale “Meditazione per scettici” di Dan Harris, giornalista televisivo statunitense, attraverso il quale Harris non spiega “come” meditare, ma essenzialmente come riuscirci “sul serio”, come acquisire la capacità di “mettersi seduti e fare quella dannata cosa” – cit.
Harris sottolinea come acquisire questa buona abitudine nello specifico e ci invita a modificare il nostro modo di vedere quella che lui chiama “la ricaduta”.
“Di solito chi insegna meditazione è una persona cordiale e sorridente, che spiega come meditare in modo cordiale e sorridente: sedetevi comodi, chiudete gli occhi, concentratevi sul respiro, e se vi distraete, non sentitevi in colpa, riportate dolcemente l’attenzione al respiro.
La cosa importante è rialzarsi sempre dopo una caduta. E se non siete caduti, non potete farlo.
Non è che lo faccia solo perché vuole essere gentile con voi nonostante siate degli inetti. Distrarsi non è un problema, quello che conta è accorgersene, perché significa che avete imparato a meditare”.
Harris ancora scrive: “meditare è un atto coraggioso: state rompendo l’abitudine di vagare in una nebbia di elucubrazioni e proiezioni e state veramente portando la vostra attenzione su quello che succede in quel momento esatto”.

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Manuela Zingone fotografata da Luca Fischietti

Qual è lo scopo della meditazione?

Lo scopo della meditazione è l’arresto dell’attività mentale ed il risveglio della propria coscienza. Nella meditazione assistiamo all’abbandono del mondo esterno e accediamo al nostro mondo interno. Acquisiamo la capacità di vivere il momento presente e perveniamo alla comprensione dell’essenza della nostra vera natura.
Trovo importante sottolineare che la pratica meditativa riguarda l’aspetto spirituale del nostro essere e non ha uno scopo religioso.

Noi occidentali siamo in grado di praticare una corretta meditazione?

Essere occidentali non vuol dire non essere in grado di conoscere a fondo la pratica della meditazione. Nel mio piccolo saggio “Semplicemente” affermo questa mia personale visione: gli orientali hanno fatto un percorso evolutivo partendo dallo spirito e approdando alla materia; gli occidentali partendo dalla materia ed approdando allo spirito.
Non importa come ci siamo arrivati, l’obiettivo è la completezza del nostro essere e l’importante è esserci arrivati, o almeno, essere sulla via.
È anche vero che noi occidentali stiamo acquisendo le modalità orientali grazie all’incontro e al grande processo di scambio culturale, ma è anche vero che, se pur più predisposti a dare molto valore alle dinamiche mentali piuttosto che a quelle spirituali, il nostro meditare ha sempre avuto forme e dinamiche diverse ma esistenti da sempre, la differenza sta solo nella consapevolezza.
Leggere un libro, ascoltare della musica, dipingere, cucinare con amore, allenare il proprio corpo con dedizione e grande presenza, dedicarsi a qualcosa con amore è già di per sé una pratica meditativa.
È nella consapevolezza di ciò che stiamo facendo che si accende la luce su quella differenza sostanziale, necessaria, affinché la pratica offra i suoi migliori benefici.

Per praticare meditazione devo praticare anche Yoga?

La meditazione è allo stesso tempo legata ed indipendente dalla pratica dello yoga. Spesso lo yoga stesso si trasforma in un processo dinamico meditativo, attraverso il corpo e la pratica intensa del pranayama (respiro). La nostra attenzione, la presenza nel qui ed ora, l’impegno nel mantenimento di una asana (posizione), sono già essi stessi meditazione.
È necessario sottolineare che la pratica meditativa e l’aspetto spirituale della disciplina dello yoga riguardano la settima e l’ottava parte dello yoga. Le tappe precedenti forniscono gli insegnamenti, volendo, per raggiungere tale stato.
Per questa ragione l’esercizio che vi suggerisco oggi è la posizione della farfalla o del calzolaio.
Questa asana è collegata al secondo chakra, che richiama l’elemento dell’acqua ed è connesso agli aspetti del fluire, del cambiamento, della riproduzione e della sessualità.
Lo Yoga, come abbiamo già visto, non agisce solo su muscoli e articolazioni, ma è anche in grado di migliorare la funzionalità degli organi interni, attraverso l’attivazione dei chakra, i centri energetici di cui abbiamo già parlato e quindi sulla capacità della mente di fermarsi nel momento presente, nell’ascolto del respiro e della posizione del corpo.

Posizione della farfalla o del calzolaio

  • Esecuzione: seduti a terra, con le gambe flesse e le anche in extrarotazione, le piante dei piedi a contatto, il più possibile con i talloni vicini all’inguine.
  • La schiena dritta e in allungamento, dal sacro all’occipite, con le braccia morbide lungo i fianchi e le spalle lontane dalle orecchie.
    Respira.
  • Incrocia le mani dietro la schiena, mantenendo le braccia distese e le spalle sempre più lontane dalle orecchie nel tentativo di allungare il collo.
    Respira.
  • Fletti ora la schiena, portando l’ombelico verso i talloni e la fronte vicina al pavimento lontana dai tuoi piedi.
    Respira e mantieni la posizione per almeno 10 lunghi profondi respiri.
  • Torna ora con la schiena dritta, sciogli le mani e distendi le gambe godendo per qualche istante dei benefici di questa posizione.
    Buona meditazione, apprezza il momento presente, ascolta, ringrazia per il tempo che ti sei concesso e… respira.

By Manuela Zingone

[FONTE WWW.LAPALESTRA.IT ]

 

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