Salute

La prevenzione degli infortuni ed il recupero post-trauma in palestra

Il mal di schiena e altri problemi legati alle articolazioni come cervicalgia, dolori alle ginocchia, alle spalle, sindrome del tunnel carpale ecc. sono talmente diffusi che si stima che tutta la popolazione almeno una volta nella vita ne abbia sofferto o ne soffrirà in futuro.

È opportuno in questi casi rivolgersi in prima istanza al proprio medico di base che, dopo le valutazioni del caso, rimanderà allo specialista fisiatra o ortopedico. Potrebbero essere necessari degli esami radiografici oltre a una o più visite approfondite. Nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di patologie gravi ma che tendono a recidivare e cronicizzarsi se non trattate in maniera opportuna.

Gli istruttori possono avere un ruolo importante nel prevenire tali problemi e seguire correttamente il paziente-atleta in palestra nella fase di recupero.

Una volta concluso l’iter medico (e fisioterapico che normalmente viene prescritto) e identificata la causa che ha scatenato il problema sarà di competenza del trainer far sì che il ripristino funzionale dopo il trauma si concluda felicemente e che, se possibile, tale infortunio non si ripresenti.

Sarà necessario preparare una tabella di allenamento specifica da integrare a quella normalmente proposta ponendo particolare attenzione alle nuove condizioni fisiche dell’atleta. Tanti studi medici indirizzano ormai senza indugio verso personal trainer o palestre con questa finalità. La fisioterapia è straordinariamente utile, ma di solito ha una durata di poche settimane, dopodiché il paziente viene congedato. Un buon preparatore atletico sarà in grado di rinforzare i muscolo indeboliti dal trauma, elasticizzare i distretti coinvolti e ripristinare un corretto assetto posturale. 

Ma ora analizziamo nello specifico alcuni casi concreti realmente trattati nel mio centro: in questi casi lo stato infiammatorio che accompagna queste problematiche è totalmente regredito e che la patologia presente si è completamente risolta.

  • Dolore lombare, sciatalgia: una volta escluse le ernie dovute a compressione dei dischi intervertebrali ma anche in presenza di lievi erniazioni è possibile lavorare sull’allungamento muscolare degli ischio-crurali (retro coscia), lombari e lombo sacrali. Con una buona tonificazione di tutti gli addominali  (retto addominale, obliqui e trasversi) si può recuperare una postura sufficiente a ridurre molto il sintomo doloroso e con un po’ di impegno in più a far sì che tale situazione si protragga nel tempo con allenamenti di “richiamo” periodici.
  • Dolore alla spalla, periartrite: tipica di chi per lavoro rimane con le braccia staccate dal corpo e/o sopra la testa per molte ore al giorno (operai, barman, camerieri, commessi ecc.), si tratta di una fastidiosa infiammazione cronica della complessa (una delle più complesse del corpo umano) struttura che regola l’articolazione della spalla, il cosiddetto cingolo scapolo-omerale. In parole povere un eccessivo utilizzo in posizione anatomicamente svantaggiosa provoca una progressiva usura con sfregamento delle strutture molli (tendini e borse sinoviali) con le strutture ossee. La periartrite della spalla è complessa da risolvere e richiede tempo e ottima competenza specifica in materia. Senza dilungarmi troppo in tecnicismi, sarà necessario riposizione la testa dell’omero nella sua sede naturale rinforzando i muscoli rotatori, fasci inferiori del gran dorsale e pettorale, per garantire un buon “ancoraggio” del moncone omerale.
  • Dolore alle ginocchia: le cause possono essere molteplici, spesso riconducibili ad usura legata alla pratica sportiva agonistica (ma anche dilettantistica) come corsa su superfici non idonee o con calzature non professionali, calcio, calcetto, sci, tennis o arti marziali. La mancanza di preparazione atletica può gravare sull’articolazione fino ad accelerare il consumo delle cartilagini provocando in questo modo il dolore accompagnato da un rumore simile ad un crepitio ad ogni estensione del ginocchio. La causa va ricercata innanzitutto in un non perfetto allineamento delle assi longitudinali (caviglie – ginocchia – anche) che crea un’asimmetria tale da portare a rotazioni e assestamenti innaturali con conseguente “consumo” disomogeneo delle superfici deputate all’assorbimento dei microtraumi articolari.
  • Dolore al collo: l’uso prolungato del pc, dello smartphone o altro dispositivo che obbliga a rivolgere  lo sguardo verso il basso crea tensione alla base del collo che sarà costretto ad irrigidirsi in posizione statica. Proprio la mancanza del movimento porterà all’accorciamento di muscoli e tendini provocando dolore diffuso e, in molti casi, anche una particolare forma di cefalea muscolo-tensiva. Si risolve, oltre che evitando posizioni innaturali di giorno e di notte durante il sonno (utilizzare un cuscino adatto che consenta un buon allineamento testa-spalle), esercitando i muscoli che permettono al cranio di muoversi in tutte le direzioni dopo averli riscaldati per qualche minuto e con diversi esercizi di stretching da eseguire quotidianamente fino alla remissione dei sintomi.
  • Gomito del tennista: nome comune attribuito all’epicondilite, l’infiammazione del muscolo estensore del polso sito nella parte alta dell’avambraccio, proprio dove la parte finale del tendine si inserisce nell’osso omerale consentendone il blocco e la rotazione. Particolarmente sollecitato nel tennis, è comune anche in chi compie movimenti meccanici e ripetitivi come video terminalisti, sarti, parrucchieri, estetiste ecc. L’indebolimento della presa della mano è uno dei sintomi che devono far pensare a tale disturbo. Come si combatte e si previene? Sospendendo l’attività che genera il dolore e allungando al massimo i muscoli flessori ed estensori del polso, delle singole dita, del braccio fino ai muscoli parascapolari. 
  • Sindrome del tunnel carpale: il “tunnel” carpale è un grosso legamento (struttura simile ad una fascetta che tiene insieme, “lega”, due o più tendini) che si trova praticamente al centro della mano. Anche in questo caso la pratica duratura e ripetitiva di movimenti che coinvolgono le mani, porta ad un progressivo processo di logorio con dolore persistente diurno e notturno che spesso causa addirittura insonnia. Il riposo rappresenta un valido rimedio insieme a pochi specifici esercizi di stretching (da evitare nella fase più dolorosa). Purtroppo bisognerà prevedere tempi lunghi di guarigione perché le mani lavorano continuamente anche durante le normali attività quotidiane.

Il mio consiglio è di parlare con il vostro allenatore alla comparsa dei primi sintomi che saprà guidarvi nel prevenire e nel caso trattare con successo questi piccoli grandi problemi.

Daniele Roncoli

Titolare A.S.D. Fit Studio

Preparatore atletico funzionale

www.fitstudio.it

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