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Goal Setting la programmazione in sala corsi

Goal Setting significa letteralmente “formulazione di obiettivi” e rappresenta uno dei punti centrali di ogni programmazione.

Un obiettivo può essere definito come uno specifico standard di prestazione e\o rendimento che ci si prefigge di raggiungere in un determinato periodo temporale. Si consiglia di puntare ad un obiettivo che abbia le seguenti caratteristiche: raggiungibile, concreto, realistico e possibilmente graduale.

In un contesto fitness e in una sala corsi collettivi si può utilizzare il Goal Setting con ottimi risultati. Un motivo per cui un frequentatore di sala corsi talvolta abbandona le lezioni è dato dal fatto che dopo un po’ di tempo si ha la sensazione di non fare più progressi. Per ridurre questo tipo di problema l’utilizzo del Goal Setting è di grande aiuto. Infatti una programmazione, anche se generale, può divenire un fattore che permette all’istruttore di quantificare i continui miglioramenti ai propri allievi, stimolandoli così a continuare la frequentazione delle lezioni in sala corsi. Si consiglia di iniziare la programmazione nel mese di settembre e protrarla almeno sino al mese di giugno.

Gli obiettivi del Goal Setting

Il Goal Setting prevede generalmente una programmazione di obiettivi a corto, medio e lungo termine. Gli obiettivi è necessario che siano formulati in modo preciso e stabiliti in termini qualitativi e quantitativi.

Un obiettivo quantitativo può essere l’aumento delle ripetizioni degli esercizi o dei carichi, mentre obiettivi qualitativi possono essere la continuità, la fluidità, la corretta tecnica esecutiva e una consapevolezza corporea maggiore.

Si può inoltre utilizzare il Goal Setting su due livelli:

  • il primo livello che sovente viene chiamato Bio;
  • il secondo livello che sovente viene chiamato Psyco.

Il primo livello ricerca i seguenti obiettivi:

  • miglioramento muscolare: (tonificazione, potenziamento, forza potenza, forza resistenza, resistenza allo sforzo);
  • miglioramento cardiocircolatorio: lavoro aerobico ed anaerobico lattacido, diminuzione della frequenza cardiaca a riposo, innalzamento della frequenza cardiaca massimale sotto sforzo, incremento degli spazi atriali per una gittata maggiore, miglioramento della circolazione periferica, miglioramento della stasi venosa;
  • miglioramento respiratorio: miglior ossigenazione, miglior scambio gassoso, miglior funzionalità ed efficacia dei muscoli inspiratori ed espiratori;
  • dimagrimento: aumento del metabolismo basale, aumento e miglioramento dell’utilizzo delle scorte lipolitiche, miglioramento della funzionalità metabolica globale;
  • reclutamento muscolare funzionale ed eliminazione dei movimenti “parassiti”.

Il secondo livello ricerca i seguenti obiettivi:

  • consapevolezza: ascolto corporeo e attivazione del dialogo mente corpo (consapevolezza corporea)
  • concentrazione: riduzione dei margini di errore, controllogestione respirazione e frequenza cardiaca, propriocezione, gestione dello sforzo, incremento di capacità di mantenimento della soglia d’attenzione;
  • equilibrio tra autostima ed autoefficacia: raggiungimento di equilibrio tra prestazione potenziale e prestazione attuale;
  • attivazione e disattivazione: maggior gestione dello stress, capacità di scaricare tensioni durante le lezioni;
  • equilibrio tra motivazioni intrinseche ed estrinseche: valutazione e scoperta dei motivi che ci spingono a fare o non fare attività motoria e degli elementi che ci stimolano e\o demotivano.

Ritengo che il livello BIO ed il livello PSYCO siano strettamente correlati ed intimamente dipendenti. Personalmente utilizzo il Goal Setting in un contesto fitness talvolta con una separazione netta e distinta per poterlo proporre e fare accettare anche da persone fortemente razionali, che poco credono nell’importanza e nel coinvolgimento della mente. Sovente mi sono trovato di fronte a forti resistenze nei confronti del concetto dialogo mente-corpo e di conseguenza ho scelto di applicare il Goal Setting in alcune classi con piccoli passi. Il più delle volte, dopo alcune lezioni, le persone riescono a percepire da sole la stretta correlazione mente-corpo ed allora si aprono le porte per proporre e utilizzare nuovi metodi di allenamento.

Ecco un esempio di Goal Setting in sala corsi che prevede tre sedute a settimana di un’ora cadauna a giorni alterni ed è strutturata nell’arco di dieci mesi:

  • Obiettivi a breve termine: miglioramento muscolare (maggior tonicità) e miglioramento respiratorio (maggior resistenza)
    Tempo per il raggiungimento: due mesi circa
  • Obiettivi a medio termine: dimagrimento, modificazione della percentuale di grasso a favore della percentuale di massa magra (utile l’utilizzo di sistemi di valutazione quali plicometria o impendenziometria) ricerca d’equilibrio tra motivazioni intrinseche ed estrinseche, maggior concentrazione durante l’allenamento.

Tempo per il raggiungimento: quattro/cinque mesi circa

  • Obiettivi a lungo termine: miglioramento globale, maggior forza, buona tecnica esecutiva, consapevolezza, capacità di scaricare tensioni durante l’allenamento.

Tempo per il raggiungimento: nove/dieci mesi circa.

Riassumendo

Vi presento in sintesi i passaggi più importanti per un efficace utilizzo del Goal Setting in sala corsi:

  • scegliete obiettivi precisi e realistici;
  • stabilite obiettivi specifici e misurabili a breve, medio e lungo termine;
  • scegliete obiettivi di prestazione e non di risultato;
  • assumete e fate assumere un atteggiamento positivo ai vostri allievi;
  • fermatevi ogni tanto a valutare i risultati con la classe: aiuterà a proseguire nell’impegno.

David Cardano

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