Salute

Come camminare migliora il cervello

Camminata: benefici e i segreti per farla al meglio

La vita moderna non lascia molto spazio all’attività motoria, né a noi né ai nostri figli. Nel nostro Paese l’educazione fisica nelle scuole è spesso insufficiente rispetto alle altre materie e pochi trovano il tempo (e la voglia) anche da adulti, di iscriversi e frequentare con continuità una palestra.

Un’eccezione che alcuni fanno solo dopo le grandi abbuffate natalizie e con l’approssimarsi dell’estate, preoccupati dalla fatidica prova costume. Quanto camminare al giorno? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è necessario fare almeno 10mila passi al giorno, una cifra che corrisponde grosso modo a un percorso di circa 6-7 chilometri.

Percorsi tutti insieme possono in effetti sembrare tanti (corrispondo a camminare un’ora al giorno), ma dividendoli in piccoli spostamenti – evitando l’uso dell’automobile quando possibile – ci si rende presto conto che si tratta di un traguardo alla portata, se non proprio di tutti, almeno di molti.

Saltate una fermata di metropolitana, due di autobus, andate in centro o in paese a piedi, portate il vostro cane a fare una lunga passeggiata, e raggiungerete il traguardo senza rendervene conto.

Nel Nord Europa, la tendenza dei medici è quella di prescrivere alle persone stressate e in sovrappeso non gli ansiolitici o le pillole dimagranti, ma belle e lunghe camminate ritempranti, meglio, quando possibile, in campagna o nei boschi. 

Le discipline del camminare

A seconda della velocità, della durata, del terreno, del percorso o dell’equipaggiamento utilizzato, nell’ambito del camminare si possono distinguere diverse tipologie specifiche, alcune delle quali sono delle vere e proprie discipline. Eccone alcune.

Barefoot: è la camminata a piedi nudi, senza scarpe né calzini. È la riscoperta di un “uso ancestrale” delle nostre estremità; un modo di camminare che permette di sentire fino in fondo il contatto con la terra e con gli elementi naturali. Quelli che non se la sentono di correre del tutto a piedi nudi usano le cosiddette “scarpe minimaliste”, dotate di pochissimo sostegno e di pochissimo supporto ammortizzante.

Breathwalking: camminare concentrandosi maggiormente sul respiro e sviluppando alcune tecniche derivate dallo yoga. È particolarmente indicato per le persone sotto stress.

Energy walking: è una tipologia di cammino più sportiva, ma senza sforzi fisici eccessivi. È adatta a tutti quelli che vogliono mantenere un benessere psicofisico senza gli effetti collaterali di discipline più impegnative.

Speed hiking: è la camminata veloce e agonistica di chi si cimenta con dislivelli elevati e con percorsi di diversa difficoltà. Per questa disciplina sono necessari abbigliamento e accessori appositamente studiati per essere il più possibile leggeri e performanti e, naturalmente, bisogna essere ben allenati!

Fitwalking: è un modo di camminare per il benessere fisico più veloce e fatto in gruppo. Deriva dalla Power Walking statunitense.

Nord walking: la camminata Nordica con bastoni studiati appositamente allo scopo è una recente attività fisica che permette un buon esercizio motorio di tutti gli arti ed è spesso praticata in gruppo e in natura.

Slacklining: si tratta di stare in piedi e camminare su una fettuccia appesa in aria tra due pali o tra due alberi.  In effetti si cammina poco, ma questa attività stimola incredibilmente l’equilibrio. In compenso, gli appassionati di questa disciplina fanno spesso lunghe camminate in cerca dei posti più belli e panoramici dove fare i loro esercizi.

Ultralight walking: più che di una tecnica o di una disciplina si tratta di una vera e propria filosofia, che presta molta attenzione a cosa ci portiamo dietro, dai vestiti all’attrezzatura, per camminare il più leggeri possibile.  Grazie anche agli ultimi ritrovati della tecnologia nei materiali usati per la fabbricazione di indumenti e attrezzature, oggi è davvero possibile fare anche trekking lunghi con pochissimo peso.

I benefici del camminare

Sono molti i benefici del camminare, sia per il corpo sia per la mente. Camminando migliora il tono muscolare: irrorati da una maggiore quantità di sangue i muscoli si ossigenano e si rinforzano. Le articolazioni, muovendosi senza compiere grossi sforzi, mantengono una elevata elasticità dei legamenti e nei tendini.

Camminare riduce anche il rischio di sviluppare l’osteoporosi, soprattutto tra le donne, perché aiuta la mineralizzazione ossea.

Fa bene al cuore, poiché l’esercizio fisico accresce la potenza del nostro muscolo cardiaco.  Ogni contrazione diventa più efficiente, il sangue viene spinto più lontano e irrora meglio le diverse parti del corpo. Con l’esercizio si riducono la frequenza cardiaca e i valori di pressione e il colesterolo, facendo diminuire il rischio di infarto o di ictus: secondo alcuni studi, sembra che bastino appena 30 minuti di camminata al giorno per ridurli addirittura del 30-40%.

Fa bene alla respirazione, perché, camminando, si muovono tutti i muscoli annessi alla cassa toracica con un aumento dell’ossigenazione del sangue. Un maggior ricambio di ossigeno favorisce anche una migliore attività cerebrale. Cercate di respirare il più possibile aria “buona”: l’ideale ovviamente è camminare in mezzo alla natura, ma anche vivendo in città si possono trovare degli escamotage, per esempio avendo l’accortezza di percorrere parchi e giardini o delle strade pedonali invece di camminare in mezzo al traffico.

Fa bene ai piedi, perché li massaggia quasi come fosse una sorta di seduta di riflessologia plantare. I piedi, inoltre, sono come una “spugna”: la fitta rete di vene della pianta è fondamentale per il cosiddetto ritorno venoso. La compressione esercitata quando si cammina e la contrazione dei muscoli del polpaccio impediscono, infatti, ai liquidi di ristagnare nelle estremità.

Fa bene all’umore perché una camminata, soprattutto quando viene fatta in un’ambiente naturale, fa rilasciare al corpo endorfine e serotonine che contribuiscono ad aumentare il senso di appagamento, diminuiscono lo stress e l’ansia, e ci fanno sentire più felici. Una piacevole stanchezza concilierà anche il sonno.

L’unica controindicazione del camminare è che una volta provato è difficile smettere!

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