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Canali Postural Method: qualità di esecuzione dei movimenti tecnici

Negli anni di lavoro con la IAAF e la FGI, abbiamo maturato una serie di concetti che portano alla prevenzione dei traumi muscolo articolari e a ottimizzare l’allenamento, permettendo di spingere il lavoro tecnico e di potenziamento ai massimi livelli senza avere conseguenze traumatiche.
Il doppio aspetto di sviluppo delle qualità muscolari/posturali porta all’aumento della prestazione, alla prevenzione dei traumi ma anche al recupero di atleti infortunati. Tutti gli elementi di base utilizzati nello sport come ad esempio il Plank, lo Squat ecc. hanno un grande ulteriore vantaggio se allenati dopo aver costruito gli angoli di esecuzione tramite la costruzione del rapporto tra muscoli interagenti dai lati opposti del bacino.
Negli anni migliaia di atleti infortunati si sono avvicinati al “Canali Postural Method” risolvendo le loro problematiche e tanti altri lo hanno utilizzato come prevenzione potendosi allenare per un decennio senza avere traumi muscolari.
Nell’educazione fisica moderna si parla di core stability e di esercizi funzionali; si demanda a questo o a quell’esercizio una funzione allenante di un determinato aspetto considerato. Si pensa che l’esercizio con i propri contenuti assolva a un compito allenante, rieducativo o di sviluppo di qualche qualità muscolare. Se analizziamo quanto si vede come esecuzione tecnica nel mondo del fitness e negli sport meno tecnici, parlando non di gesti specifici ma di “preparazione fisica” o più genericamente nel campo del potenziamento muscolare, lo scenario generale verte a delle esecuzioni dirette dei movimenti tralasciando di costruire e di stabilizzare gli angoli articolari necessari a rendere le esecuzioni efficaci. In altre parole i movimenti eseguiti non tengono conto della qualità del gesto, espressa in termini di ampiezza e di stabilizzazione degli angoli che ne esprimono la statica e la dinamica.
Le articolazioni starter (coxo femorale, cingolo scapolo omerale e tibio tarsica) e i baricentri tecnici (addome dal capo distale, fissatori del cingolo scapolo omerale e ischio crurali nella loro funzione di estensori dell’anca) non vengono messi in relazione tra loro nel rispetto degli angoli che costituiranno l’esigenza dinamica, ma inseriti in esercizi globali utilizzando angoli di compenso che spesso diventano i punti del dolore.

La difficoltà nell’integrare questi aspetti presenti negli esercizi, si riassume nel fatto che la grande maggioranza degli sport esegue esercizi dinamici senza prima aver costruito e stabilizzato gli angoli necessari, costruendo così gran parte degli infortuni di cui sono vittime.

Gli esercizi “liberi”, cioè eseguiti senza macchinari guida, necessitano di un forte e preciso lavoro di costruzione per essere “funzionali”; in caso contrario risultano spesso deleteri sul piano posturale.

Per avere un’esecuzione efficace e stabile bisogna in primis:

  • costruire gli angoli necessari all’esecuzione nel rapporto tra articolazioni interessate e stabilizzatore addominale
  • costruire la curva fisiologica del bacino da retrazione della gabbia toracica e non da antiversione del bacino, in modo che la colonna sia stabilizzata sulla trazione in allungamento dei flessori dell’anca e dei muscoli stabilizzatori tra il bacino e il femore (piriforme otturatore i/e, quadrato del femore ecc.)
  • bisogna comprendere che il sovraccarico in forma libera deve essere una forma di sollecitazione di un sistema funzionante e non un mezzo per rendere il sistema funzionante
  • il carico libero non è funzionale in quanto tale ma è anzi una gestione pericolosa per coloro che non possiedono, in quanto costruita, la qualità del movimento
  • la qualità del movimento non è intrinseca in un esercizio ma è una capacità da costruire come solida meccanica prima di eseguire gli esercizi
  • per rendere il concetto più chiaro ed esemplificativo, prendiamo in analisi un esercizio che è diventato patrimonio della preparazione fisica di tutti gli sport e che proviene dalla ginnastica artistica: il PLANK
  • questo esercizio viene eseguito ed insegnato nei corsi in un modo alieno alla possibilità di essere poi collegato con qualsiasi gesto tecnico
  • inoltre il PLANK, così come è ormai eseguito per dominio pubblico, contribuisce fortemente a costruire la flessione dell’anca che è la base degli infortuni come la pubalgia e le problematiche agli ischio crurali
  • posso affermare con certezza che in alcuni sport come il calcio, la pallavolo e il basket, per fare degli esempi, l’esecuzione di questo esercizio che dovrebbe essere per il core stability, ha invece indebolito l’azione addominale accorciandola e rendendola inefficace negli angoli necessari alla fase dinamica.
  • La visione del corpo umano è ancora molto “spezzettata”, non c’è la concezione del “SISTEMA CIRCOLARE TECNICO” di stabilizzazione globale del corpo. Ad esempio si parla ancora di anteroversione e retroversione del bacino mentre l’azione che serve per sostenere la dinamica è bi-assiale cioè la rototraslazione del bacino.
  • La causa di tanti infortuni ai muscoli flessori del ginocchio viene ancora addebitata ad uno sbilanciamento tra i muscoli agonisti ed antagonisti del ginocchio mentre il concetto agonista antagonista è assolutamente estraneo a questo tipo di problematica che va invece ricercata nell’azione degli ischio crurali come estensori dell’anca e quindi nella capacità che l’addome ha di retrarre la gabbia toracica per estendere l’anca.
  • L’equilibrio muscolare non va cercato tra agonista ed antagonista ma tra le azioni reciproche dei due capi articolari dello stesso muscolo, rispetto alla capacità addominale di fissare il bacino nella posizione più estesa possibile, cioè nella posizione più prossima alla fase dinamica.
  • La catena anteriore e posteriore, nelle azioni di movimento bi- assiale del bacino non sono antagoniste. Solo questo concetto previene realmente i traumi da sovraccarico.
  • Il gluteo è un muscolo fortemente sopravvalutato nella catena cinetica ed è lui stesso fonte di sovraccarico per i muscoli addominali ed ischio crurali se risulta essere il primo estensore dell’anca.
  • Per poter eseguire un corretto lavoro di potenziamento non possiamo prescindere dal legare qualsiasi azione muscolare all’attivazione della muscolatura addominale.

Spieghiamo perché il PLANK può essere un forte nemico o un formidabile alleato

  • Gli errori più comuni sono (vedi foto 1) leve di esecuzioni troppo lunghe tra gli appoggi al suolo con conseguente perdita dell’atteggiamenti di estensione dell’anca e dominanza del lavoro dei lombari e degli arti inferiori.
  • Nella foto sotto si noti l’esecuzione errata del PLANK. Il lavoro addominale è limitato ad un’azione concentrica del capo prossimale

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Esigenze per eseguire un corretto PLANK

Costruire l’azione addominale base del “SISTEMA CIRCOLARE TECNICO” (foto 2 e 3):
• Inclinazione del corpo dall’alto al basso con dislivello 35/40 cm tra gli appoggi
• Leva tra gli appoggi al suolo proporzionata alle reali capacità del soggetto
• Angolo cingolo scapolo omerale /tronco > 90°
• Gabbia toracica molto più elevata e retratta rispetto al bacino
• Arti inferiori in estensione dell’anca
• capacità di intensificare l’azione addominale con:
• a) caviglia in flessione dorsale

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• b) ginocchio flesso a 90° (esercizio contropliometrico)

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La differenza tra le due metodologie è profonda. L’azione da noi raccomandata stabilizza la colonna grazie al lavoro della gabbia toracica, permettendole di rimanere stabile sulla trazione dei muscoli flessori dell’anca.
Molto importante risulta il fatto che l’addome lavora in allungamento rispetto al capo distale e che il carico resistente è la tensione dei muscoli degli arti inferiori. Gli angoli che rendono efficaci gli esercizi devono essere allenati in modo statico dopo aver costruito la mobilità necessaria all’esecuzione.
Il vantaggio di questa esecuzione consiste nel fatto che l’azione costruisce gli angoli del bacino in rapporto con la muscolatura degli arti inferiori e con la curva lombare stabile e in fisiologica lordosi.

Vi sono diversi modi di riprodurre il PLANK e tutti seguono l’atteggiamento del corpo descritto, anche modificando il decubito d’esecuzione.

Da decubito supino con azione “contropliometrica” cioè con flessione del ginocchio per produrre rapporto tra i due capi del quadricipite e l’azione di stabilizzazione dell’addome sul bacino

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A sbalzo da supino, con caviglie in flessione dorsale per aumentare la tensione tra la catena posteriore e l’estensione del capo prossimale del quadricipite, in funzione della capacità di stabilizzazione dell’addome sul bacino.

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A sbalzo da supino, con caviglie in flessione dorsale per aumentare la tensione tra la catena posteriore e l’estensione del capo prossimale del quadricipite, in funzione della capacità di stabilizzazione dell’addome sul bacino.

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In doppio appoggio prono per collegare l’azione di flessione del cingolo scapolo omerale, con l’azione di stabilizzazione addominale per attivare gli ischio crurali come estensori dell’anca.

Per parlare di qualità del movimento dobbiamo introdurre anche un altro concetto: l’azione auxotonica che costruisce un migliore reclutamento muscolare negli angoli dove il movimento ha una leva migliore; l’ideale è riunire questo tipo di contrazione all’attivazione addominale come nelle macchine a rotazione posturale auxotoniche.

Il sistema auxotonico a stabilizzazione addominale produce un carico eccentrico sempre collegato alla stabilità addominale che è l’unico metodo conosciuto per evitare contraccolpi tra muscoli opposti rispetto alle articolazioni starter. L’obiettivo è rendere più effettivo l’angolo finale del movimento alla massima ampiezza come potrebbe essere nell’atto finale del lanciare il giavellotto o gettare il peso o caricare l’asta nel salto con l’asta o servire a pallavolo o nel tennis ecc.

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La forza espressa in ampiezza e potenza e in accelerazione nella fase finale del gesto richiede:

Escursione iniziale del movimento > carico resistente > miglioramento della componente orizzontale del gesto dovuto all’allineamento dei segmenti corporei > in questa fase bisogna aumentare progressivamente il carico e renderlo auxotonico per non “scaricare” il movimento > collegamento con l’azione addominale eccentrica fino al punto dello statico.

Anche con i carichi costanti o isoinerziali, gli angoli di miglioramento della leva corporea non vengono allenati.

I carichi isoinerziali producono un equilibrio tra le azioni concentriche ed eccentriche ma non costruiscono il rapporto con l’articolazione successiva e quindi è sempre un sistema, se pur innovativo, che legge il corpo umano “a pezzi” e non assicura la continuità dello sviluppo della forza da articolazione ad articolazione per conservarla nell’evolversi del movimento e svilupparla con l’incrementarsi delle leve. Anche questi due aspetti richiedono una formazione precedente.

La qualità del movimento è l’unico mezzo realmente preventivo; per ottenerlo dobbiamo costruire gli angoli di azione del bacino in modo da avere i seguenti aspetti contemporanei nell’esercizio: “Sistema Circolare Tecnico”.

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– lordosi fisiologica abbinata ad estensione dell’anca (movimento bi-assiale del bacino)

– retrazione della gabbia toracica

– collegamento in ogni fase di rafforzamento muscolare con l’azione addominale

– incremento del carico negli angoli di miglior leva corporea per evitare il calo della resistenza

– trasferire il carico espresso dalle leve periferiche in un sistema di rispetto degli angoli corporei nei cambi di atteggiamento

Questo aspetto, nel Canali Postural Method, dà vita al “SISTEMA CIRCOLARE TECNICO” sia a corpo esteso che a corpo a 90°. La caratteristica comune ai due atteggiamenti è che l’azione addominale prevale come stabilizzatrice rispetto alle trazioni degli altri muscoli del corpo, conferendo stabilità e sostegno alla fase dinamica (foto sopra). Il “SISTEMA CIRCOLARE TECNICO” conferisce maggiore forza al movimento migliorando l’azione dei muscoli a leva corta (ad esempio i glutei) integrandoli in un sistema che permette l’azione principale ai muscoli a leva lunga (ad esempio ischio crurali).

By Vincenzo Canali

https://www.canalisystem.com

 

Fonte www.lapalestra.it

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