Salute

Attività fisica e chirurgia estetica

Tutto ciò che è bene sapere a proposito della ripresa dell’attività fisica nel periodo post-operatorio.

La pratica costante del fitness, soprattutto quando abbinata ad un appropriato regime alimentare, è sicuramente uno strumento molto efficace per garantire, oltre allo stato di buona salute e all’efficienza fisica, anche un aspetto migliore. Nonostante ciò, per “correggere” particolari inestetismi, o quando si è stati per troppo tempo inattivi e fuori forma prima di iniziare un valido programma di training, si può intravedere la necessità di ricorrere ad un’iniziativa più “radicale”. Sono sempre più numerose le persone, appartenenti ad entrambi i sessi, che, allorché comprendono che la costanza nell’allenarsi e nello stare a dieta non sono più sufficienti per ottenere il risultato finale desiderato, ricorrono all’opera di un valido chirurgo estetico. Molti sono gli interventi che possono aiutare uno sportivo ad ottenere la linea e le proporzioni desiderate, dalla liposuzione all’addominoplastica nei casi più disperati, dalla mastoplastica additiva alla mastopessi. Esiste anche la possibilità, per atleti praticanti il bodybuilding agonistico, di impiantare protesi tali da proporzionare al resto del corpo un gruppo muscolare carente e recidivo nel rispondere agli stimoli allenanti (es. polpacci). A questa serie si aggiungono tutti quegli interventi quali la rinoplastica, la blefaroplastica, l’autotrapianto di capelli che, seppur non mirati al miglioramento della silhouette, contribuiscono al perfezionamento dell’estetica della persona in generale. In questo articolo ci occuperemo delle due più comuni tipologie di intervento, la mastoplastica additiva e la liposuzione, con particolare riferimento alla ripresa dell’attività fisica nel periodo post-operatorio.

Mastoplastica adittiva

Lo scopo di questo intervento è quello di regalare più volume e tonicità al seno. Esso consta nell’inserimento di una protesi che ha lo scopo di “riempire” un seno troppo piccolo, o che ha perso volume e tono in seguito ad una gravidanza ed allattamento, o ad una dieta dimagrante prolungata. Si tratta un intervento di chirurgia estetica di esecuzione relativamente semplice. Le protesi sono introdotte, attraverso particolari incisioni, praticate in zone poco visibili, in un’apposita tasca creata chirurgicamente al di sotto della ghiandola mammaria o al di sotto del piano muscolare a seconda dei casi.

Di media è possibile incidere in tre punti diversi: alla base dell’areola, nel solco sotto mammario, oppure a livello dell’ascella. L’intervento si esegue in anestesia sedativa ed ha la durata di circa 35-40 minuti. Non è necessario il ricovero, ma è sufficiente un day hospital. Terminato l’intervento, si applicano alla paziente dei bendaggi compressivi che saranno rimossi, insieme ai punti di sutura, dopo circa 10 giorni. Il materiale attualmente più usato è il silicone. I tempi di guarigione completa, che includono l’assestamento delle protesi, la formazione del nuovo solco sotto mammario e la scomparsa dell’edema postoperatorio, si aggirano attorno alle due-quattro settimane.

I rischi

Il rischio più comune è il cosiddetto “incapsulamento”, ossia la contrazione della capsula che avvolge la protesi e che comporta un indurimento del seno. Si tratta di una reazione esagerata dell’organismo dovuta all’introduzione di un corpo estraneo. Le protesi di ultima generazione (a doppia camera, testurizzate, in gel di silicone altamente coesivo), sono studiate in modo tale da ridurre drasticamente l’eventualità che si verifichi tale inconveniente. La percentuale di casi di incapsulamento, che prima dell’introduzione delle protesi testurizzate si assestava intorno al 15-20%, è ora drasticamente scesa al 2-3%. Nel caso in cui il fenomeno si dovesse verificare, esistono comunque una serie di manovre atte a ridurre lo stesso.

Le precauzioni dopo l’operazione

Al termine dell’intervento è subito applicata una medicazione compressiva che dovrà essere portata per 8-10 giorni. Si avvertirà un certo indolenzimento, che sarà più marcato nei primi 2-3 giorni, durante i quali è necessario astenersi dal compiere movimenti bruschi, evitando in particolare di eseguire ampi gesti con le braccia, soprattutto quelli che presuppongono l’allontanamento delle stesse dal tronco. Nei restanti giorni antecedenti la rimozione dei punti di sutura sarà possibile riprendere una normale attività lavorativa, badando però di non sovraccaricare in alcun modo gli arti superiori. Nei tre mesi successivi all’operazione è bene evitare fonti di calore, lampade e sole ed indossare durante il giorno un reggiseno adeguato, possibilmente senza tutori metallici. In questo periodo sarà inoltre necessario praticare tutti i giorni un opportuno auto massaggio.

Quando e come riprendere l’attività fisica

A quattro settimane dall’intervento sarà possibile riprendere l’attività fisica, coadiuvati da una guida esperta. Il primo punto da sottolineare è l’importanza di evitare l’utilizzo carichi gravosi e di prestare particolare attenzione a quelli che sono i punti più delicati da allenare, nella fattispecie i deltoidi ed i pettorali. È dunque spesso auspicabile rimandare il training di tali settori di qualche settimana ancora. Nessun problema invece per quanto riguarda la ripresa dell’attività per la parte inferiore del corpo, soprattutto se svolta a bassa intensità con l’utilizzo di macchine aerobiche, con l’eventuale inclusione di esercizi al tappeto e macchine isotoniche. In questa fase iniziale è buona norma evitare di eseguire esercizi per gli arti inferiori che comunque comportino il posizionamento degli arti superiori in atteggiamento sconveniente, quale ad esempio lo squat. Un discorso estremamente diverso va fatto per ciò che riguarda le operazioni di mastoplastica additiva ove la protesi è collocata sotto il muscolo pettorale. Se il chirurgo si è avvalso di questa tecnica che, pur consentendo di ottenere indiscutibili vantaggi dal punto di vista del risultato estetico finale, comporta un intervento più invasivo e delicato, l’allenamento del pettorale deve essere valutato con grande attenzione. In alcuni casi, onde evitare qualsiasi pericolo di spostamento delle protesi, si può anche arrivare a consigliare di non eseguire più esercizi specifici per i pettorali. In ogni caso risulta molto più sicuro selezionare movimenti composti, quali ad esempio le distensioni, piuttosto che di isolamento, quali le croci o la pectoral machine. Anche optando per l’esecuzione di movimenti quali le distensioni, si suggerisce di non esagerare con il carico utilizzato e di effettuare il movimento con un’escursione ridotta, tale da escludere il massimo allungamento del muscolo. Nel caso in cui la protesi sia stata collocata sopra il muscolo pettorale, il decorso post operatorio è più rapido, ed è perciò possibile riprendere a breve il normale allenamento dei pettorali senza particolari controindicazioni. In tabella è riportato un esempio di progressione utile alla graduale ripresa degli allenamenti.

Liposuzione

La liposuzione si basa sul principio di Björnstorp secondo il quale, in soggetti adulti, le cellule dell’organismo deputate ad accumulare il grasso (adipociti), perdono la capacità di duplicarsi, e possono subire solo variazioni di volume. Centinaia di migliaia di casi trattati con la liposuzione nel mondo hanno confermato tale principio. Dato che grazie all’aspirazione è possibile ridurre il numero degli adipociti, la liposuzione consente di ottenere risultati definitivi nelle zone trattate. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale (intervento ambulatoriale) oppure in sedazione (intervento in day-hospital), secondo la vastità e del numero di zone da trattare contemporaneamente. Le fasi dell’intervento comprendono il disegno pre-operatorio, l’infiltrazione di anestetico locale, l’aspirazione del grasso, ed infine la medicazione con bendaggi elastici compressivi. Mediante delle piccolissime incisioni (23 mm) si inseriscono apposite cannule dalla punta smussa collegate ad un sistema aspirante, e si asporta il grasso in eccesso. Con un intervento è possibile rimuovere fino a tre chili e mezzo di tessuto adiposo. Oltre ad addome, glutei e cosce, è possibile intervenire su ginocchia e caviglie.

I rischi

La liposuzione conta una casistica vastissima, di centinaia di migliaia di soggetti trattati con successo dagli anni ’80 ad oggi. A causa della sua provata efficacia e dell’estrema sicurezza, si tratta dell’intervento di chirurgia estetica attualmente più richiesto. Probabilmente proprio per la sua enorme diffusione, si è recentemente riscontrata una sorta di fobia relativa alla sicurezza di questo intervento. Va ricordato che è stato ampiamente dimostrato da molteplici studi condotti nel corso dell’ultimo ventennio come la liposuzione in sé non comporti alcun rischio per la salute di chi vi si sottopone. Trattandosi comunque di un intervento chirurgico, è necessario rispettare scrupolosamente tutta una serie di regole necessarie a garantire l’assoluta sicurezza del paziente. È innanzitutto essenziale accertarsi delle buone condizioni cliniche del soggetto prima dell’intervento. È fondamentale inoltre che l’operazione sia eseguita esclusivamente in strutture adeguate, ove siano sempre presenti tutte le attrezzature di monitoraggio e di rianimazione del paziente. Infine la tecnica chirurgica deve essere applicata in modo rigoroso e “conservativo”, vale a dire senza abusarne al fine di ricercare risultati eclatanti.

Fabio Zonin, Bruno Rizzato, Marco Neri

Per le foto di questo servizio si ringrazia:
Med Poliambulatorio Medico specialistico di Padova
www.medchirurgiaestetica.com

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